VignaFutura
Bottiglie di vino con fascette

Guide

IGT, DOC, DOCG: cosa c'è dietro il nome di un vino

Un vino non può chiamarsi Brunello di Montalcino o Chianti Classico Gran Selezione solo perché nasce in quelle colline: deve rispettare un disciplinare, cioè un insieme di regole su zona, vitigni, rese, cantina e affinamento, verificato da un ente terzo.

The quality pyramid

Quattro livelli, regole sempre più strette

Dal 2010 l'Unione Europea usa due sigle: DOP (Denominazione di Origine Protetta) e IGP (Indicazione Geografica Protetta). L'Italia ha mantenuto le sigle storiche: DOC e DOCG sono entrambe DOP, l'IGT è un'IGP. In etichetta puoi trovare l'una o l'altra.

DOCG

EU: PDO

77 denominations

Denominazione di Origine Controllata e Garantita

Il vertice della piramide. Riservata ai vini DOC da almeno 10 anni che dimostrano un particolare pregio. Oltre al disciplinare più rigido, ogni partita supera un doppio esame (chimico e organolettico) prima dell'imbottigliamento e ogni bottiglia porta la fascetta numerata dello Stato.

DOC

EU: PDO

over 330 denominations

Controlled Designation of Origin

Vini legati a una zona delimitata, prodotti secondo un disciplinare che fissa vitigni ammessi, rese massime per ettaro, gradazione minima, pratiche di cantina e tempi di affinamento. Un vino DOC deve essere IGT da almeno 5 anni e supera un esame chimico-fisico e organolettico.

IGT

EU: PGI

118 indications

Typical Geographical Indication

Indica la provenienza da un'area più ampia (spesso un'intera regione, come Toscana IGT o Puglia IGT). Il disciplinare è più flessibile su vitigni e rese: è la categoria che ha permesso la nascita dei “Supertuscan” con uve internazionali. Almeno l'85% delle uve deve provenire dalla zona indicata.

Wine

EU: without GI

Wine (formerly table wine)

Nessun vincolo di zona: in etichetta non possono comparire origine geografica né annata (salvo i “vini varietali” che indicano il vitigno). Può essere ottimo, ma non racconta un territorio preciso.

The regulations

Cosa stabilisce, punto per punto

Il disciplinare è un documento pubblico, approvato dal Ministero dell'Agricoltura su proposta del Consorzio di tutela. Chi lo viola perde il diritto al nome: il vino scende di categoria (declassamento) o viene ritirato.

Production area

Precise municipal or cadastral boundaries: the grapes must come from there. Chianti Classico and Chianti are two different denominations with two different areas.

Permitted grape varieties

Minimum and maximum percentages for each variety. Brunello is 100% Sangiovese; Chianti Classico at least 80% Sangiovese.

Maximum yields

Quintals of grapes per hectare and liters of wine per quintal. Less grapes per plant means more concentration: DOCG have the lowest limits.

Winemaking practices

Minimum alcohol content, acidity, dry extract, prohibitions (e.g. enrichment) and mandatory techniques such as drying for Amarone.

Aging

Minimum months of aging, often with a mandatory portion in wood, and the date from which the wine may be sold.

Checks and strip

An authorized third-party body verifies vineyards, winery and analyses; DOCG receive the numbered State seal that guarantees each individual bottle.

The complete list

Tutte le denominazioni italiane, regione per regione

L'elenco completo di DOCG, DOC e IGT riconosciute. Cerca una denominazione o filtra per regione: quelle contrassegnate hanno già vigneti prenotabili su VignaFutura.

Denominazione di Origine Controllata e Garantita · 78 denominazioni in 15 regioni 7 con vigneti prenotabili

Abruzzo

2

Basilicata

1

Campania

4

Emilia-Romagna

2

Friuli-Venezia Giulia

4

Lazio

3

Lombardia

5

Marche

5

Piemonte

19
  • 1

Puglia

4

Sardegna

1

Sicilia

1

Toscana

11
  • 1
  • 1

Umbria

2

Veneto

14
  • 1

Clicca una denominazione per leggere vitigni, rese e affinamento previsti dal disciplinare (il simbolo indica le schede già compilate).

The words on the label

Classico, Superiore, Riserva, Gran Selezione…

Ogni menzione aggiuntiva è regolata dal disciplinare: non è un aggettivo di marketing, ma un impegno misurabile su zona, gradazione o tempo.

GMOs and wine

Niente viti geneticamente modificate

In Italia la coltivazione di viti OGM non è autorizzata e nessun disciplinare DOC o DOCG la ammette: le denominazioni si basano su vitigni tradizionali iscritti al Registro Nazionale delle Varietà. Anche lieviti ed enzimi OGM, pur teoricamente autorizzabili in UE, non sono di fatto utilizzati nelle denominazioni italiane. Le nuove tecniche genomiche (TEA/NGT), oggetto di dibattito europeo, sono al momento ammesse solo in sperimentazione in campo.

Per questo un vino a denominazione è anche una garanzia di identità varietale: il Sangiovese del tuo filare è lo stesso che si coltiva a Montalcino da secoli.

Organic and sustainable

Certificazioni che si sommano alla denominazione

“Biologico” (foglia verde UE), “Biodinamico” (Demeter) o “SQNPI – Sostenibilità” non sostituiscono la DOC/DOCG: si aggiungono. Riguardano il modo di coltivare (niente diserbanti e fitofarmaci di sintesi, solforosa più bassa) e non la tipicità del vino, che resta compito del disciplinare.

  • EU organic: at least 3 years of vineyard conversion, annual checks.
  • A wine can be DOCG, Riserva and Organic at the same time.

And your wine?

Il vino dei tuoi filari segue il disciplinare del vigneto

Quando prenoti filari in un vigneto a denominazione, la cantina vinifica le tue uve secondo le stesse regole: vitigno, rese, pratiche e tempi. In etichetta troverai la denominazione se il tuo vino supera gli stessi esami; l'affinamento che scegli tu (da 6 mesi a 5 anni) può portarlo fino alla menzione Riserva, dove prevista.